Riabilitazione in acqua


L’idroterapia e la riabilitazione in acqua sono entrate da pochi anni a far parte dei protocolli di riabilitazione in campo ortopedico e sportivo. Nonostante ciò, sin dal momento della loro introduzione, hanno registrato un crescente consenso sia da parte di medici e fisioterapisti, sia da parte dei pazienti.

L’idroterapia è indicata sia come mezzo di preparazione fisica in vista dell’intervento chirurgico sia come efficace strumento riabilitativo nella fase di rieducazione post-operatoria. In quest’ultimo caso la riabilitazione in acqua inizia, solitamente, dopo la desuturazione rappresentando un trattamento importantissimo quando gli esercizi tradizionali sono controindicati.

Solitamente l’acqua delle vasche riabilitative viene mantenuta ad una temperatura leggermente superiore (31-35°C) rispetto alle piscine tradizionali. Ciò consente di sfruttare a pieno le proprietà vasodilatanti del calore che migliora l’ossigenazione dei tessuti favorendo il recupero muscolare anche da stati irritativi cronici come la lombalgia (grazie all’azione combinata di calore e pressione idrostatica il flusso di sangue al muscolo aumenta infatti del 225% quando ci si immerge sino al collo). La temperatura dell’acqua dovrebbe essere sempre mantenuta a tali temperature per allontanare il rischio di eventuali attacchi cardiaci in soggetti predisposti.
La riabilitazione in acqua è indicata per
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  • Esiti di fratture
  • Distorsionil, lussazioni
  • Patologie alla cuffia dei rotatori
  • Tonificazione muscolare in preparazione all’intervento chirurgico
  • Mal di schiena (lombalgia, sciatalgia, ernia ecc.)
  • Dolori cervicali
  • Dolori artrosici
  • Osteoporosi avanzata (se precoce meglio concentrarsi su esercizi di carico come il ballo, il passeggio ecc.)

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